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PREFAZIONE

A distanza di qualche anno[1], la scelta di stampare nuovamente la Carta dei Servizi del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma C cade in un momento di cambiamenti nel nostro paese, in più settori della vita pubblica, che rischiano di pesare in maniera sostanziale sul panorama della tutela della salute mentale.
Il progressivo depauperamento dei servizi che di essa si occupano da decenni, si è consumato, inesorabilmente, soprattutto negli ultimi cinque anni, con un’accelerazione travolgente negli ultimi due.
Nessuno avrebbe pensato che si sarebbe parlato di chiusura di Centri di Salute Mentale o di Centri Diurni etc. (già in più parti del paese non sufficienti a fornire risposte adeguate alla popolazione) quando, forse ingenuamente, si era sempre sperato il contrario.
La salute mentale aveva ottenuto molto poco, le riforme risalenti alla fine degli anni settanta non erano mai state portate a termine e in molte zone del paese tanti progetti di rinnovamento hanno stentato a realizzarsi. L’attesa è ormai vana, l’illusione rischia di trasformarsi in una cocente delusione e la crisi economica, che ci sta investendo, si abbatte anche sui servizi e sulle organizzazioni, che sembravano rappresentare il conseguimento di prerogative alle quali mai più si sarebbe potuto rinunciare.
La scelta di una ristampa può risuonare quasi come il canto del cigno ma vuole essere tutt’altro.
Innanzi tutto, l’affermazione di un’esistenza/esperienza di cui non si può non tener conto; i cittadini devono conservare il diritto che servizi ed operatori continuino ad operare per la tutela della propria salute mentale non in maniera fittizia ma rispettando standard di qualità che sono ormai esposti al pericolo di non essere più raggiungibili.
In secondo luogo, il desiderio di continuare a tenere alti gli ideali che hanno guidato la maggior parte di coloro che operano nel settore e che ciascuno ha cercato di rendere attuali nel corso degli anni. Il prendersi cura della persona, il rispetto della sua dignità, la difesa dei suoi diritti sono principi inalienabili, che rendono all’operatore della salute mentale il senso profondo del suo lavoro.
Infine, il sogno di vedere nuove generazioni di professionisti che abbiano ancora voglia di confrontarsi con il servizio pubblico riconsegnando ad esso il senso di bene comune da conservare, presidiare ed implementare e non come fardello di cui liberarsi.
Ancora una volta, la Carta dei Servizi rappresenta per tutti noi il contratto e l’impegno con i cittadini.
Impegno che cercheremo di portare avanti con la tenacia, l’entusiasmo e la consapevolezza che ci orientano.
 a cura del Nucleo di Valutazione ed Epidemiologia e del Centro Studi e Documentazione "Vieri Marzì"
 


[1] 1° aggiornamento 19 febbraio 2002

     2° aggiornamento febbraio 2003

     3° aggiornamento dicembre 2012