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Documentazione da produrre da parte della partoriente per usufruire dei benefici previsti in caso di parto a domicilio
 
Si comunica che  con  il Decreto del Presidente della Regione Lazio in qualità di Commissario ad Acta n. 29 dell’1/4/2011 pubblicato sul Suppl. Ord. del BUR n. 18 del 14/5/2011, sono state regolamentate le procedure per l’esecuzione del parto al domicilio della gestante:
  1. richiesta informatica al parto domiciliare (all. 1);
  2. 2. certificato di salute della gestante rilasciato dal medico di base e/o ginecologo-ostetrico di fiducia, così come definito ai sensi del D.lgs 206/2007 (Direttiva CEE 36/2005, art. 48, comma C);
  3. dichiarazione di idoneità al parto domiciliare e presa in carico con cui l’ostetrica di fiducia della donna assume la responsabilità assistenziale (all.2)
  4. autocertificazione-modalità assistenziali a firma dell’ostetrica e della gestante, da cui risulti il rispetto delle condizioni di sicurezza previste, ivi inclusa l’identificazione del pediatra di riferimento per la prima visita del neonato (all.3).
Responsabile dell’intero procedimento è individuato nel Direttore del Distretto di appartenenza della gestante.
Il Distretto, alla presentazione della domanda, rilascia “la ricevuta di ricezione della documentazione per domanda di parto domiciliare” e consegna alla partoriente il fac-simile di autocertificazione che la stessa dovrà far compilare alla propria ostetrica e far consegnare al Distretto per Certificato di “presa d’atto”.
Il Distretto , entro la 35^ settimana, consegnerà alla partoriente il Certificato di “Presa d’atto” della richiesta di parto a domicilio, dopo aver valutato, congiuntamente con il ginecologo del consultorio di riferimento, la completezza e conformità della richiesta.
Qualora la partoriente fosse impossibilitata a presentare personalmente la prevista documentazione, può delegare persona di fiducia, munita di delega, copia del documento di identità del delegante e documento di identità del delegato.
Relativamente a quanto previsto alla lettera B.3 del DPCA su citato, si ritiene utile specificare che la richiesta di ossitocina fiale al Direttore di Distretto, da parte della ostetrica, è prevista solo dietro autocertificazione della stessa per l’utilizzo esclusivo nella fase post partum.
 Eventuale richiesta di rimborso, nel caso di assistenza da parte di personale operante  in regime  libero-professionale, deve essere consegnata dopo il parto al distretto di afferenza in attesa dei provvedimenti attuativi della Regione Lazio del DCA  n.29 del 01.04.2011. 
Allegati:
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